Uomini che amano troppo…o male   Appena aggiornata !


Il fenomeno della dipendenza affettiva è classicamente declinato al femminile, ma esistono anche gli uomini che amano troppo!

La letteratura su questa problematica è incentrata, infatti, soprattutto sulle donne e sulle modalità disfunzionali di entrare in relazioni altamente dolorose.

Tuttavia, gli uomini non sono esenti da questo tipo di dinamiche. Sempre di più, infatti, i cambiamenti sociali e culturali, che si riflettono anche in un diverso stereotipo maschile, hanno ripercussioni sul loro mondo affettivo e su come si relazionano alle donne.

Il vecchio stereotipo dell’uomo super eroe “che non deve chiedere mai”, per fare eco a una famosa pubblicità, per fortuna sta venendo meno.

L’uomo nuovo

Se un tempo gli uomini erano i componenti della coppia che dovevano essere “serviti e riveriti” e quasi solo sulla donna gravava la responsabilità di far funzionare le cose, adesso non è più così. Per fortuna.

Sta nascendo un tipo di uomo nuovo, capace di emanciparsi dal vecchio mandato che la società per decenni gli ha imposto.

È l’uomo sensibile, attento ai bisogni della compagna, in grado di preoccuparsi per lei e di volere il suo bene. Insomma, l’uomo capace di amare.

Questo tipo di uomo esiste, anche se le donne in parte faticano a riconoscere come “vero uomo”. Le abitudini, si sa, sono dure a morire!

Mal d’amore al maschile

Accanto a questo però compaiono sempre più spesso uomini in grande difficoltà, incapaci di amare se stessi e, di conseguenza, anche gli altri e che, per riempire il vuoto d’amore lasciato dentro di loro sviluppano una vera e propria ossessione d’amore in cui tutto (pensieri e azioni) è rivolto alla compagna. Ecco che allora troviamo gli uomini che amano troppo…o male, perché se si ama in modo sano l’amore non è troppo, se si ama male le conseguenze su di noi e sul partner possono essere molto dolorose.

La dipendenza affettiva maschile è diversa da quella femminile.

È molto più mascherata perché, ancora oggi, il modello culturale e familiare spinge gli uomini a non esprimere apertamente le proprie emozioni e i propri bisogni.

L’uomo deve apparire forte e così maschera il suo bisogno con una “finta forza”.

Tipologie di uomini che “amano troppo…o male”

Ci sono diverse tipologie di uomini che soffrono di dipendenza affettiva:

1. il Salvatore: è un uomo che cerca donne sofferenti, malate, fisicamente o psicologicamente, che hanno bisogno di aiuto e protezione costante. L’uomo dedica la sua vita a loro, illudendosi che in questo modo, curando le loro ferite, riuscirà  a curare anche se stesso

2. Ci sono poi gli uomini che hanno paura di impegnarsi e legarsi. Credono davvero al legame, ma non riescono a farlo durare a lungo. La paura li porta a raffreddare ogni slancio verso la partner; vivono in una sorta di anestesia delle emozioni per paura di soffrire.

3. Un’altra categoria sono gli uomini ambivalenti, che cedono al bisogno di avere una relazione, ma la vivono con freddezza e distacco. Questo può portare la partner all’esasperazione perché sente che il compagno sta con lei quasi per “farle un favore”.

La paura dell’abbandono li porta a difendersi e a ritirarsi per primi, non riuscendo così a mettersi in gioco nella relazione.

4. Un ultimo tipo è l’uomo vittima, che si infila in relazioni in cui è disposto a subire qualunque mancanza di rispetto, umiliazioni e maltrattamenti dalla partner, da cui però non riesce a separarsi. Sente di non meritare il suo amore, che è stato fortunatissimo a trovarla e che non può rinunciarvi, pena la solitudine. Resta quindi aggrappato disperatamente ad un rapporto che, di fatto, non esiste più.

Come possiamo uscire da questi schemi?

Per riconoscere questi schemi disfunzionali può essere utile cominciare a guardare dentro di sé oltre che alla relazione con il partner. La tendenza, infatti, è quella di pensare che il problema sia l’altro, allontanando invece lo sguardo dalle proprie fragilità e debolezze.

Un valido aiuto può essere una psicoterapia che permetta di acquisire la consapevolezza che debolezze e fragilità non sono elementi da nascondere, ma possono diventare punti di forza perché ci permettono di entrare un contatto con ciò che siamo veramente, crescere, rinforzarci ed entrare in gioco in una relazione più sana.

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