ortoressia

Nell’ortoressia non ci sono la preoccupazione e paura di ingrassare, né una distorta percezione del peso e della forma del corpo, come nell’anoressia o nella bulimia. In questo caso, l’ossessione è per la qualità del cibo ingerito.

Cosa caratterizza la persona che soffre di ortoressia?

  1. Pensiero costante, ossessivo, rivolto al cibo. La persona ortoressica può spendere anche 3-4 ore al giorno pensando al cibo da consumare e a come cucinarlo.
  2. Ogni alimento viene valutato attentamente attraverso una meticolosa lettura dell’etichetta. Scartano, ad esempio, tutti i cibi che contengono conservanti, coloranti. Oppure i cibi OGM, quelli troppo ricchi di zucchero, di sale, o derivanti da animali non allevati in modo naturale. Anche i cibi contenuti in confezioni di plastica o alluminio sono scartati per paura che siano contaminati
  3. Preparazione dei cibi attraverso metodi di cottura che non risultino “nocivi” per la salute. Sono preferiti utensili in legno o ceramica, che “non rilasciano sostanze tossiche” negli alimenti.
  4. La persona prova grande soddisfazione se riesce a seguire le regole che si è autoimposto. Grandi sensi di colpa in caso contrario e ulteriori restrizioni alimentari per gestire gli stati d’ansia causati dalla mancata adesione alle regole

Il paradosso che questa patologia genera è che più si cerca di mangiare sano e più le restrizioni alimentari generano carenze nutrizionali, difficoltà relazionali e notevoli problemi psicologici.


A bocca chiusa: l’anoressia tra rifiuto del cibo e ricerca dell’identità

L’anoressia nervosa, come gli altri disturbi dell’alimentazione, è un disturbo a prevalenza nettamente femminile. Ne soffre circa lo 0,3-0,5% delle persone. Si stima però che, nel corso della vita, fino al 2% delle donne si ammali di anoressia nervosa e il 4% di bulimia nervosa. Inoltre, quasi il 10% delle ragazze in età a rischio […]

A bocca chiusa: l’anoressia tra rifiuto del cibo e ricerca dell’identità. Come si manifesta l’anoressia? Psiche e cibo Psicologa a Calcara