Bipolare

La caratteristica principale del disturbo bipolare è il rapido e patologico cambiamento del tono dell’umore.

Tutti noi abbiamo fisiologiche variazioni nel tono dell’umore, determinate per la maggior parte delle volte, da agenti esterni. Nel disturbo bipolare questi cambiamenti sono imprevedibili, eccessivi e la persona non riesce a controllarli. Chi ne soffre cambia il proprio modo di vivere, di pensare e di comportarsi e tutto questo ha ripercussioni sul suo funzionamento generale. Ne risentono il lavoro, le relazioni, gli affetti.

La persona che ha un disturbo bipolare può passare rapidamente da uno stato di profonda depressione a uno di eccitazione, in modo apparentemente inspiegabile. La fase maniacale è caratterizzata da comportamenti di disinibizione eccessiva e altri comportamenti socialmente inaccettabili. La fase depressiva può essere altrettanto grave e portare a gesti autolesionistici.

Esistono diversi tipi di disturbo bipolare:

Il Disturbo bipolare tipo I

è caratterizzato dall’alternanza di fasi depressive e maniacali o miste, o dalla sola presenza di ricorrenti episodi maniacali. Generalmente la fase maniacale e la fase depressiva si susseguono senza la presenza di un intervallo libero; in altre forme, al contrario, è presente un periodo di umore stabile (eutimia) tra una fase e l’altra.

Il Disturbo bipolare di tipo II

caratterizzato da episodi di depressione maggiore e da stati qualitativamente simili alla mania, ma meno intensi, denominati: ipomaniacali.

Il disturbo ciclotimico

caratterizzato da un’alterazione cronica dell’umore, presente consecutivamente per almeno due anni. Per porre diagnosi di disturbo ciclotimico è necessaria la presenza di diversi episodi ipomaniacali e di periodi con sintomi depressivi; la sintomatologia depressiva non raggiunge i criteri di gravità e durata dell’Episodio Depressivo Maggiore. L’esordio è spesso precoce, nell’adolescenza o nella prima età adulta.